
Katia,
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by Arte 21
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Lunedì 6 febbraio ore 19,00
Oliviero Diliberto incontra Rocco Pinto,
autore di Fuori catalogo: storie di libri e librerie
IL LIBRO Undici racconti a formare un romanzo in un gioco continuo di rimandi e incastri. Ogni racconto è un omaggio a un romanzo celebre (Il nome della rosa, Se una notte d’inverno un viaggiatore, Morte a Venezia, La leggenda del santo bevitore, Una solitudine troppo rumorosa…), ogni racconto è un fermo immagine sulla vita dell’autore. Libri, librai e lettori sono i protagonisti di questo curioso inventario in cui i diversi personaggi saltano, indisciplinati e irrequieti, da una pagina all’altra contaminando anche le storie vicine.
L’AUTORE Libraio da trent’anni, Rocco Pinto è responsabile della libreria La Torre di Abele di Torino. Negli anni ha scritto di librai e librerie, e attualmente cura la rubrica Viaggio in Italia attraverso le librerie per “Tuttolibri”, supplemento culturale della “Stampa”. È ideatore e promotore di numerose iniziative tra cui “Portici di Carta”, la libreria più lunga del mondo sotto i portici di via Roma a Torino; “Pralibro”, rassegna letteraria che si svolge a “Prali” da nove anni; “Invito a bozze”, rassegna che seleziona un libro ancora in bozze per proporlo in anticipo ai lettori.
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Mercoledì 15 febbraio ore 18,00
presentazione del libro
VIA DELL'ANIMA 38
di Giuditta Russo
ZONA
Intervengono, con l'autrice, Barbara Carfagnagiornalista televisiva per il TG1 Rai e Gianmarco Spineo giornalista e autore teatrale e televisivo.
Una donna, due sguardi sulla vita. Prima ladra, cinica, disincantata. Poi solare, solidale, innamorata. Tutto si svolge in una settimana, una settimana da vivere con stati d'animo differenti: il tormento e la passione, l'amore e la stabilità, la vendetta e la comprensione.
Via dell'Anima 38 è il racconto di sette giorni guardando le stesse immagini con istinti differenti. "Ho voluto comparare due diverse prospettive, una assolutamente vendicativa e una di pacificazione" - dice l'autrice, Giuditta Russo - "non è stato semplice raccontare le stesse vicende in maniera diversa. In alcuni momenti sono impazzita fra i fogli, davanti al pc e ho urlato. Ma tutto sommato mi è piaciuto molto poter provare a raccontare due stati d'animo differenti".
Un romanzo "a specchio", dove le vicende si raddoppiano in una sorta di ribaltamento, dove solamente lo stato d'animo di chi le vive riesce a interpretarle in maniera differente, assolutamente opposta. Giuditta Russo produce una scrittura visionaria e personalissima, intensa ma precisa, dalle soluzioni narrative molto originali. Nulla è lasciato al caso, anche se appare che la casualità sia un motore inarrestabile.
Giuditta Russo è nata a Pompei (Napoli) nel 1970, vive e lavora a Roma. Ha pubblicato il libro Confessioni di un avvocato senza laurea (Cairo Editore, 2006) del quale sono stati opzionati i diritti cinematografici. Considera Via dell'Anima 38 la sua prima vera prova da scrittrice.
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Sabato 18 febbraio ore 18,00
Presentazione del volume monografico e mostra
di Giuliano Pastori
Interventi di:
Giuliano Pastori, artista.
G. Costanza Meli, editore e curatrice della collana Quaderni d’arte.
Silvano Manganaro, storico dell’arte.
La mostra
18 - 23 febbraio
In esposizione alcune opere dell’artista, presenti nel libro.
Il libro: Giuliano Pastori. Secondo numero della collana
Quaderni d’arte
a cura di Giovanna Costanza Meli,
Edizioni De Dieux - Palermo 2011
Monografia sull’artista romano Giuliano Pastori: opere
selezionate nell’ambito dell’ultima produzione del
pittore, dal 2009 ad oggi. Il libro ospita i contributi critici
degli storici dell’arte Silvano Manganaro e Susanna
Horvatovi?ová; l’intervista all’autore di Giovanna
Costanza Meli, storica dell’arte; la sezione apparati con
riproduzioni fotografiche delle opere pittoriche a tecnica
mista e delle installazioni più recenti.
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Sabato 25 febbraio ore 18,00
Inaugurazione della mostra fotografica:
VOLTI A META'
di Carlo Di Biagio
Volti a metà trova le sue radici nella ricerca sistematica e appassionata che ho voluto attuare cimentandomi in scatti fotografici di volti di persone comuni "passati per caso" davanti ai miei occhi in giornate di "lento andare".
La caratteristica principale, che costituisce motivo del titolo di questa esposizione, è l'evidente assenza di punti concreti di riferimento che ciascuno dei volti, o meglio di spaccati di volto, rappresentati, riesce a fornire.
Quando ci si trova al buio, in posti conosciuti in qualche modo si riesce a definire la situazione spazio temporale in cui ci si trova, raggiungendo così l'interruttore che ci ridà la luce e ci fa superare una situazione poco agevole.
Di fronte ad esperienze e/o persone mai incontrate in precedenza, ogni discorso conoscitivo ad esse relativo si rende più difficile, se non impossibile.
Tentare di identificare a tutto tondo un volto da un cappello, una mano che lo copre, un paio di enormi occhiali "a moscone" o da qualsiasi altro ostacolo o postura complice, non condurrà, con ogni probabilità, a certezze matematiche.
Resterà quell'alone di dubbio, di mistero, di "mi sembra che possa essere o forse no"; tutte possibilità, queste, che si traducono in salti fantasiosi, ma certamente interessanti, che ognuno di noi è chiamato, o forse stimolato, a produrre ogni qualvolta lo "schermo" non risulti completamento nitido e a fuoco.
Mi piacerebbe che qualcuno di coloro che avranno la pazienza di fermarsi davanti a questi scatti, mi descrivesse "il personaggio" che vede o che sicuramente non si aspetterebbe di vedere mai, attraverso anche l'aiutino di "piccole finestrelle".
E come in un gioco, tanto importante per la crescita del bambino come per la sopravvivenza dell'anziano, la motivazione spalleggiata dalla fantasia, credo, sia quel pizzico di sale che insaporisce la vita.
Carlo Di Biagio, classe ‘59, vive da sempre a Roma, dove si è laureato in medicina e lavora da anni nel campo farmaceutico. Sportivo e amante dei viaggi si dedica nel suo tempo libero alla fotografia, alla lettura ed al componimento di versi di poesia (“Un niente così tutto”- 2008, “Pausa tra le nuvole”- 2009, edite da “Albatros-il Filo”).
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Martedì 13 marzo ore 18,00
presentazione del libro di poesie edito da Onyx
I PIACERI DELLA CARNE
di Mauro Ponzi
intervengono
MARIO LUNETTA, ALDO MASTROPASQUA, FRANCESCO MUZZIOLI, MARIO QUATTRUCCI
La rimemorazione del quotidiano si accompagna e s’intreccia con la rimuginazione teorica, con la reinterpretazione allegorica e con la citazione culturale, perfino con il sollevarsi della polemica. Ponzi getta le parole una per una come resti scompaginati di un discorso “fatto a pezzi” non solo dal pervicace tagliuzzamento di forbici sperimentali, ma ancor più dal corso della storia medesima. Ponzi risponde alla «corsa verso il nulla» recuperando il livello minimo della «nuda vita». E però questa utopia si consegna al linguaggio. Il piacere stesso non esiste finché non emerge alla coscienza linguistica. Agendo materialisticamente e senza rimettersi in capo alcuna aureola, la poesia di Ponzi si attiene al gesto più elementare, al mero atto fisico di «lasciare un segno». È proprio questa volontà di incisione significante, minima eppure massima, mirando all’atto semiotico in quanto tale, a costituire l’estremo compimento della contestazione. E tuttavia questo percorso, prolungato fino alla situazione odierna e ai suoi testa-coda è seguito da Ponzi senza cedere al lamento, con un linguaggio non banale, e con una danza inesausta («finché ci sarà forza / per questa danza») tra le diverse corde e i diversi toni «ironico / e tragico / e forse anche epico». E ritornando a collocare il piacere esattamente nella carne della questione politica. (Francesco Muzzioli)
Mauro Ponzi è nato a Roma nel 1950, insegna Lingua e letteratura tedesca all’Università di Roma “La Sapienza”. Ha scritto numerosi saggi e libri sulla letteratura tedesca - in particolare su Goethe, Walter Benjamin e Hermann Hesse.
Come autore ha pubblicato poesie e racconti in antologie e in diverse riviste letterarie quali “Carte segrete” (Roma), “Literatur und Kritik” (Vienna), “Die Horen” (Bemenhaven). Ha pubblicato Intermezzo onirico (poesie), S. Marco in Lamis 1988, Mitlesebuch 57, Berlino 2000, Bleiche Segel (Berlino 2005). Malinconia di sinistra (Pasian di Prato - Udine - Campanotto, 2008), I piaceri della carne (Roma 2011).
Il suo romanzo La storia siamo noi, Chieti 1999, ha vinto nel 2000 i premi letterari “Anassilaos - opera prima” (Reggio Calabria) e “Premio Emigrazione ” (Pratola Peligna). Nel 2009 ha pubblicato il romanzo Sociologia del paradiso (Onyx, Roma). Con il volume di poesie Malinconia di sinistra è stato finalista del premio Mario Luzi nel 2010.
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Sabato 17 marzo ore 18,00
Inaugurazione della mostra di segni e parole scritte di
Luciano Pizzuti
(la mostra sarà in visione fino a Venerdì 23 compreso)
Una mostra di disegni e parole scritte sul filo della poesia;
il segno della grafite scorre sul foglio a cercare forme e volti sfiorati dalla luce; in un tentativo sofferto ma esaltante di trovare negli occhi, o nel profilo classico un motivo, anche
illusorio di fissare la luce e le ombre della vita.
Luciano Pizzuti è nato a Roma nel gennaio del 1946; vive e lavora a Roma. Impegnato negli studi scientifici, si laurea in ingegneria, ma disegnare è la sua passione e non smette mai di farlo, in qualunque momento e con qualunque mezzo: ogni volta inventa figure diverse e cicli, ogni volta diversi; ma sa anche copiare i grandi maestri dell’antichità, cercando di afferrare un particolare che riesce a sintetizzare un gesto vitale. Nel 1979 si iscrive alla Scuola di Arti Ornamentali di San Giacomo del Comune di Roma dove scopre le varie tecniche pittoriche e affronta anche la scultura; ed è proprio nella Galleria della Scuola di S. Giacomo che espone per la prima volta nel 1982.
Nel 1983 e ’84 espone il suo primo ciclo di disegni nella Galleria “La Seggiola” di Via Panisperna a Roma. Dopo un lungo periodo di ricerca, le sue opere riemergono a Gaeta, luogo da cui trae ispirazione per la maggior parte dei suoi quadri, nel 1999, nel 2000 e nel 2001 nell’ambito della rassegna d’arte “Il Porticato Gaetano”, dove viene particolarmente apprezzato dal pubblico e dalla critica, ricevendo un premio dal Comune di Gaeta.
Nel 2001 realizza la sua prima personale “Confronti 2001” presso l’Associazione d’arte e cultura – Grafica Campioli – di Monterotondo.
Nel 2002 ha esposto i suoi quadri presso gli spazi dell’ex Mattatoio di Roma nella collettiva “Mattatoio expo” nell’ambito dell’iniziativa – Sere d’Estate- realizzata dal Comune di Roma.
Nel 2002-2003 partecipa al Concorso “La mia idea di campagna romana e laziale” nel Castello Baronale di Fondi.
Nel 2004 espone i suoi quadri alla “IX rassegna segni e forme” nel Museo E. Greco di Sabaudia .
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