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Giancarlo Montelli

IL BARONE DI MÜNCHHAUSEN
Illustrato e raccontato da
Giancarlo Montelli

 

pp. 104 € 23,00
Formato 30 X 24
ISBN 978-88-96487-56-3

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PREZZO SPEDIZIONE COMPRESA

Giancarlo Montelli Illustratore, art director e fotografo in numerose case editrici, tra cui l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, pubblicitario (campagna Micra “Curvilinee - La Micra e la forma tonda”), ha al suo attivo numerose mostre in Italia e all’estero. Per la Rai ha realizzato sigle e storie animate in programmi per ragazzi. Sempre per la Rai ha utilizzato in modo atipico la fotografia per costruire fotostorie animate. Dal 1983 al 1990 ha realizzato per il settimanale L’espresso le illustrazioni per numerose copertine, ordinate nel 2004 nella mostra “L’Espresso negli anni ’80”. Ha collaborato continuativamente con il quotidiano la Repubblica e con il magazine il Venerdì de la Repubblica. Collabora con il quotidiano Europa. Ha diretto i corsi di Illustrazione e insegnato Illustrazione editoriale presso l’Istituto Europeo di Design e l’Istituto di Comunicazione e Immagine - Multimedia. Ha tenuto lezioni di linguaggi grafici e fotografici all’Università di Roma Tor Vergata. Ha fondato l’Accademia di illustrazione e comunicazione visiva dove ha diretto i corsi e insegnato illustrazione editoriale e costruzione dell’immagine. Per Odradek ha illustrato Pinocchio e con Valeria Palumbo ha pubblicato Dalla chioma d'Athena. Donne oltre i confini.

dalla quarta di copertina

Sembra che sia esistito davvero un barone di Münchhausen,
per la precisione Karl Friedrich Hieronymus von Münchhausen, nato ad Hannover, che combattè contro i Turchi agli ordini di Anton Ulrich, generale dei corazzieri dell’esercito russo. Al Barone, quello vero, piaceva raccontare le sue avventure agli amici nel suo padiglione di caccia o presso il bar dell’Hotel “Il Re di Prussia”, magari esagerando un po’ e inventando avventure impossibili davanti a una bottiglia di vino. Sembra, sempre, che i fantastici racconti del Barone, quello vero, vennero alle orecchie dello scrittore Rudolf Erich Raspe che, capitando a Londra, pubblicò nel 1781, in forma anonima, un volume con la raccolta delle imprese di Münchhausen. Successivamente il poeta romantico Godfried Burger tradusse il libro in tedesco e lo pubblicò in Germania con il titolo “Viaggi Meravigliosi su Acqua e Terra: le campagne e le avventure comiche del Barone di Münchhausen, come comunemente detto, davanti a una bottiglia di vino e un tavolo di amici“, aggiungendo del suo ed esagerando le già impossibili avventure.
In un salotto di nobili dame Il Barone, quello del romanzo,
bugiardo dichiarato, racconta le sue incredibili imprese, una più inverosimile dell’altra. Le sue gesta sono più straordinarie di quelle di Ercole, ma, a differenza del figlio di Giove che sudò le sette camicie per portare a compimento le sue fatiche, Münchhausen compie le sue con leggerezza, senza sforzo eccessivo. Egli vive nel Settecento, secolo di grandi cambiamenti, di scienziati, viaggiatori, avventurieri. E’ il secolo delle maschere, delle rivoluzioni, dell’Enciclopedia. Per di più il Barone è dotato di una forza sovrumana, di una intelligenza e fantasia senza pari, di un coraggio senza limiti e di un irresistibile fascino. Il Grande Bugiardo può raccontare le panzane più inverosimili ed essere creduto.
Come resistere alla tentazione di disegnarlo?

 

 


 

 

Nota editoriale

Un « eroe del nostro tempo », il Barone. Espressione talvolta abusata, ma in questo caso sorprendentemente adeguata. Un eroe a tutta prima improbabile, le cui avventure, iperboliche e senza regole accadono in un mondo in cui non valgono limiti spaziali e temporali, neanche quelli della Storia, in cui tutto è a portata di mano e in cui non si avverte trascendenza. Il cavaliere dell’Altrove non avverte trascendenza, nessun riferimento all’Onnipotente che non sia lui stesso.
In un mondo così, Narcisismo, Amoralità e Onnipotenza s’incarnano nel Barone, così che il nostro tempo della realtà virtuale - elastica, liquida, cangiante - ha trovato il suo eroe onnipotente in cui rispecchiarsi.
Quando Umberto Eco individuava, nel 1976, il Superuomo di massa, intendeva il « Superuomo per le masse », eroi della letteratura di largo consumo. Dopo quaranta anni, una volta accortosi degli imbecilli su Facebook, anche Eco si è accorto della massa di Superuomini scalpitanti e debordanti.
Un eroe letterario dalle avventure seriali, il Barone, che risulta però precursore del cinema degli effetti speciali basato sul montaggio, sui primi piani e sulla velocità, di un cinema diventato anch'esso seriale.
Anche il non sense, che è apparso come caratteristica quasi esclusiva di una cultura, di una letteratura, di classi privilegiate, è ora di massa. Battute, cachinni, sberleffi e soprattutto paradossi rilevati dalla, o scagliati sulla realtà hanno sostituito la satira. Al punto che non è possibile distinguere. Hegel spregiava i paradossi, ma ora la realtà non può non mostrarsi paradossale. Parole, non cose si sfiorano, collidono e deflagrano - cosa succede se un proiettile inarrestabile colpisce una barriera impenetrabile? Sarà il Barone a deciderlo lì per lì. Quando la dialettica è ridotta a parole, è il capriccio a decidere.
Non è un personaggio, semmai una Maschera, è un dispositivo automatico, un asindeto compulsivo, una inarrestabile produzione di Bugie.
Ammesso che qualcuno sappia cosa è la realtà, Giancarlo Montelli è stato attirato da quegli eroi che con la realtà hanno un rapporto problematico e per i quali la menzogna reiterata costituisce un mondo vero. Non è il primo bugiardo, infatti, ad attirare la sua attenzione acuminata - Pinocchio, che altera la realtà, o Don Quichote che vive in una realtà alterata - ma certo questi personaggi, còlti dalla sua penna, nell'esercizio della loro sovversione diventano sintomi di ben altro. Non sono esempi di infiniti mondi possibili ma, in ogni caso, è lo stesso mondo attuale che genera ed essuda tutti i deliri possibili.
Il capitalismo? Ma nemmeno tanto. Non ci sono classi nel mondo del Barone - borghesia e proletariato - ma solo Nobili e servi, Case regnanti ed Eserciti schierati. La società è contratta e la Natura è solo un fondale.
E l'amore? tanto per gradire, in attesa della prossima incombente tresca, qui e ora, sostituito da avventure epocali - il romanticismo è di là da venire, e d'altra parte durerà poco.
Giancarlo Montelli lo riprende di profilo, per lo più, senza espressioni facciali, un anaffettivo, in cui i sentimenti vengono sostituiti dall'azione. Il suo cavallo lituano indomabile, però da lui domato, non ha nome, e così i suoi servitori, solo i cani ne hanno. Non c'è pietas e tutto è rituale, anche il dolore, e le passioni, gli stati d'animo sono assoluti e velocissimi nel consumarsi. Gira per le Corti, la sua è cultura delle corti e degli eserciti, di soldi non parla, di ideologia nemmeno visto che non ci sono classi, ma solo servi e soldati. Un « eroe del nostro tempo ».

Claudio Del Bello

 

Autore ed editore hanno seguito per due giorni l'avvio di stampa delle tavole.

È l'editoria, bellezza!

 

Giancarlo Montelli

 

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