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Giancarlo Montelli

Valeria Palumbo

dalla Chioma di Athena

Donne oltre i confini

pp. 112 € 35,00
Formato 24 X 28
ISBN 978-88-96487-10-5

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Ritratti e biografie di

Eleonora de Fonseca Pimentel, George Sand, Louise Farrenc, Nellie Bly, Marie Curie, Alexandra David-Néel, Grazia Deledda, Rosa Luxemburg, Colette, Mata Hari, Isadora Duncan, Virginia Woolf, Mae West, Tina Modotti, Amelia Mary Earhart, Leni Riefenstahl, Marguerite Yourcenar, Greta Garbo, Frida Kahlo, Indira Gandhi, Dian Fossey

Ci sono state le rivoluzionarie di professione, da Eleonora
de Fonseca Pimentel
a Rosa Luxemburg. C’è chi l’ha fatto part-time,
come Tina Modotti. E chi ha rivoluzionato l’arte, come Isadora
Duncan
. Ci sono state quelle che ribelli non si sentivano
affatto, come Leni Riefenstahl e Marie Curie, ma hanno fatto
cose che nessuno al mondo avrebbe immaginato.
E quelle che il mondo l’hanno girato e rigirato come
Nellie Bly, Alexandra Néel-David e Amelia Earhart.
In poco più di due secoli dai riccioli di Athena è saltata
fuori una genia sempre più agguerrita di donne.
Difficile contenerle. Irresistibile ritrarle.

La danzatrice Isadora Duncan: «Sì, sono una rivoluzionaria. Tutti i veri artisti sono rivoluzionari». La scienziata Marie Curie: «Nella vita non c'è nulla da temere, solo da capire».
La scrittrice Colette sintetizzava: «Io voglio… io voglio… io voglio fare quello che voglio». La regista Leni Riefenstahl chiariva: «Non mi piace tutto ciò che è ordinario. Mi attrae l’inusuale».
Parola di donna.


Eccezioni? Certo. L'onda grande delle donne seguiva la corrente: vivevano nel cono dell'ombra maschile, erano mogli per tradizione, madri per natura, devote per obbligo e recluse per inerzia.
Ma alcune, tra la fine del Settecento e il Novecento,
hanno detto no.
Sono uscite di casa, hanno esplorato il mondo, l'hanno modellato, riscritto, ridisegnato, studiato, contestato.
A volte sono salite per questo sulla forca, altre volte hanno
strappato un Nobel.
Il prezzo è sempre stato altissimo.
A loro, ai loro profili esaltanti e spesso contraddittori,
è dedicato questo libro. Non un'agiografia.
Al contrario. Piuttosto, una raccolta di ritratti, in prosa e pennello,
che demolisce i miti del Romanticismo, dell'amore come destino.
Del silenzio e della modestia come vocazione.
E riscopre l'azione come autentico talento femminile.

Qualcuna delle splendide immagini che compongono il libro di Giancarlo Montelli e Valeria Palumbo, può essere apprezzata qui.



Giancarlo Montelli Illustratore, art director e fotografo in numerose case editrici, tra cui l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, pubblicitario (campagna Micra “Curvilinee - La Micra e la forma tonda”), ha al suo attivo numerose mostre in Italia e all’estero. Per la Rai ha realizzato sigle e storie animate in programmi per ragazzi. Sempre per la Rai ha utilizzato in modo atipico la fotografia per costruire fotostorie animate. Dal 1983 al 1990 ha realizzato per il settimanale L’espresso le illustrazioni per numerose copertine, ordinate nel 2004 nella mostra “L’Espresso negli anni ’80”. Ha collaborato continuativamente con il quotidiano la Repubblica e con il magazine il Venerdì de la Repubblica. Collabora con il quotidiano Europa. Ha diretto i corsi di Illustrazione e insegnato Illustrazione editoriale presso l’Istituto Europeo di Design e l’Istituto di Comunicazione e Immagine - Multimedia. Ha tenuto lezioni di linguaggi grafici e fotografici all’Università di Roma Tor Vergata. Ha fondato l’Accademia di illustrazione e comunicazione visiva dove ha diretto i corsi e insegnato illustrazione editoriale e costruzione dell’immagine. Ultimamente una mostra delle grandi illustrazioni per l’edizione Odradek del Pinocchio presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce dal titolo “Comunicazione visiva e l’arte di generare visioni” con laboratori e incontri con gli allievi e una grande mostra presso il Museo Provinciale S. Castromediano di Lecce dal titolo “Dalla favola al mito”.

Valeria Palumbo Caporedattore centrale de L’Europeo, fa parte della Società italiana delle storiche e della Società italiana delle letterate. Collabora con vari giornali e siti Internet; partecipa alla realizzazione di documentari storici ed ha inaugurato le video-chat della Rcs; tiene lezioni universitarie, conduce reading teatrali e incontri a festival storici e letterari. Nel 2003 ha pubblicato Prestami il volto (edizioni Selene) sulle compagne di artisti famosi, vincitore del premio “Il Paese delle donne” (2006). Ha pubblicato per Sonzogno Le Donne di Alessandro Magno (2005), Donne di Piacere (2005) e La perfidia delle donne (2006). Nel maggio del 2007 è uscito Svestite da uomo (Bur) e, nel 2008, per Odradek, Le figlie di Lilith, sulla trasformazione del mito della femme fatale in diva. Del 2009 è L’ora delle Ragazze Alpha (Fermento) sulla terza onda del femminismo, vincitore del “premio selezione Anguillara Sabazia” 2010. Nel 2010 ha riveduto e ristampato, con il titolo La Divina suocera (edizioni Selene), un saggio del 2004 sulla suocera dell’imperatore romano Adriano. (www.valeriapalumbo.com)

 

Dalla Presentazione

«... Una metà delle tavole qui presentate furono mostrate da Giancarlo Montelli [autore delle immagini del nostro Pinocchio] all’editore che non poté non cogliere la straordinaria consonanza tra quei segni e le biografie che Valeria Palumbo aveva raccolto nelle Figlie di Lilith. L’incontro tra l’autrice dei testi e l’autore delle immagini è stato propiziato da Odradek, ma poi la collaborazione ha preso forma, anzi si è rimodellata: biografie e ritratti si sono andati organizzando in un’unica architettura, esaltata dalla grafica di Paola Di Matteo. E dove sembrava ci fosse ancora spazio al caso, la libertà d’interpretazione ha tessuto invece un racconto unico. Il che non vuol dire che Palumbo abbia preso a scrivere “alata e aerea” come Montelli dipinge, e Montelli abbia cominciato a disegnare “perfido e scanzonato” come Palumbo è solita. Ma che l’insieme ha una forma e un senso tutto suo e che proprio la molteplicità dei punti di vista (ma l’unicità della visione di fondo) lo rende originale. E l’editore ammette: non poteva venire diversamente. Le biografie scelte costituiscono, alla fine, un unico ritratto.»

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*Alessandra Tedesco intervista Valeria Palumbo per dalla Chioma di Athena su Radio24, sabato 22 gennaio 2011, ore 21,15. Qui

*Cristina Lacava, su IO DONNA del 22 gennaio

*Peppe Vecchio, su TELEAMBIENTE, intervista Valeria Palumbo: qui

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LA SQUADRA DELLE DONNE ROMPIGHIACCIO
Né sante, né eroine. Ma signore che - nelle arti, nella scienza, in politica hanno aperto strade nuove. Pagando con la maldicenza o l'oblio. Da Eleonora Fonseca Pimentel a Dian Fossev, un libro ne ripercorre le biografie.
PERFINO A GRETA GARBO andò abbastanza male: il suo ritiro dalle scene nel 1941 non fu forse una scelta così consapevole come spesso è stata descritta. Purtroppo però i tre ruoli che sognava di interpretare - Dorian Gray, San Francesco, George Eliot - non le vennero mai proposti. Mentre quelli offerti non la interessavano. Così per mezzo secolo, fino alla morte nel 1990, la Diva si trovò a trascorrere le sue giornate tra viaggi, un pizzico di vita mondana e lunghe passeggiate solitarie per le strade di New York, infagottata (lei che era ricchissima) in anonime tute da operaio. La Garbo è una delle 21 protagoniste di Dalla chioma di Athena. Donne oltre i confini, scritto dalla giornalista Valeria Palumbo e illustrato da Giancarlo Montelli (edizioni Odradek): una galleria di personaggi moderni «che hanno aperto strade nuove, superando grandi ostacoli» dice l'autrice. «Marie Curie, per esempio, ottenne il primo dei due Nobel nel 1903 solo perché il marito Pierre insistette per dividerlo con lei. Ma intanto, ai congressi scientifici, non la lasciavano neanche parlare». Altre sono state raccontate in maniera folcloristica, come George Sand, che per Friedrich Nietzsche era addirittura "una vacca da scrittura", o la rivoluzionaria napoletana Eleonora Fonseca Pimentel, derisa fin sulla forca, o ancora Dian Fossey, che per gli africani era una "vecchia che vive senza uomo nella foresta" e per gli americani un'eccentrica che preferiva i gorilla agli umani. Altre ancora hanno pagato con l'oblio, come la compositrice francese Louise Farrenc, o l'esploratrice Alexandra David-Neel, prima occidentale a entrare in Tibet, dove restò per due anni. «La mia preferita è la giornalista statunitense Nellie Bly» dice Valeria Palumbo. «Nel1889 propose a Joseph Pulitzer, direttore del New York World dove lavorava, di lasciarle fare il giro del mondo: era sicura di metterci meno degli 80 giorni di Phileas Fogg, il personaggio del romanzo di Julius Verne. Lui prima rifiutò (una donna, addirittura da sola!), poi intuì lo scoop. Nellie partì con una borsa in pelle stile Mary Poppins, nella quale aveva infilato tutte le sue cose, ombrellino di seta compreso. Tornò 72 giorni dopo, accolta da una folla in delirio: aveva vinto la sua scommessa».

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Valeria Palumbo


 

Giancarlo Montelli

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