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Aa.Vv.
Stalinismo e Grande terrore

introduzione e cura di Marco Clementi

Saggi di: E. Dundovich, I. Flige, M. Talalay,
P. Cioni, A. Salomoni, B. Mantelli,
T. Kosynova, M. Clementi, V. Lomellini

pp. 185 € 18,00

 

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Il Grande terrore, come viene chiamato il periodo repressivo che tra il 1937 e il 1938 si abbatté sull’Unione Sovietica, contribuì al consolidamento del regime staliniano e alla definitiva trasformazione del paese, che negli anni Trenta si modernizzò, pagando un prezzo molto alto in termini demografici e sociali. Alla vigilia della seconda guerra mondiale il regime aveva ormai raggiunto una certa stabilità, mentre il Partito comunista aveva accolto una nuova generazione di militanti, divenendo uno strumento di controllo e di governo nelle mani dell’entourage di Stalin. Accanto al partito, il GULag giocò un ruolo importante in questo processo, contribuendo all’estensione del controllo politico sull’intera società. Al suo interno finirono per transitare milioni di sovietici e decine di migliaia di cittadini stranieri, giunti in Russia per i motivi più diversi, ma uniti dalla comune idea di poter contribuire alla costruzione del socialismo. Alcuni di questi esuli, tra cui un centinaio di italiani, pagarono con la vita le proprie posizioni politiche del passato, che il commissariato agli Interni sovietico registrava e conservava con scrupolo. Al contrario di quanto si può comunemente pensare, però, il terrore non fu diretto in modo particolare contro il partito e i comunisti “eretici” (o trockisti, l’accusa allora più comune), ma verso la società nel suo insieme, eliminando e colpendo cittadini di ogni estrazione e posizione. Intere famiglie furono così distrutte, sia fisicamente, sia attraverso gli anni trascorsi nel lager, ai quali si aggiunse, dopo la liberazione, l’oblio. Di quelle vicende si tacque per decenni e si sarebbe tornato a parlarne ufficialmente solo negli anni Ottanta del secolo scorso, dopo il timido tentativo compiuto all’indomani XX Congresso del Pcus nel 1956.


Che cosa, dunque, ha caratterizzato il biennio del Grande terrore, e qual è oggi lo stato della memoria in Russia? A queste domande, grazie al contributo di studiosi e studiose italiani e stranieri, si è cercato di rispondere nel corso di un convegno organizzato nell’ottobre 2007 presso l’Università della Calabria. Il presente volume ne raccoglie i contributi, che affrontano temi diversi come il destino degli esuli italiani in Urss, le odierne ricerche dei segni del terrore in Russia, l’eccidio di Katyn’, la figura di Maksim Gor’kij, le ripercussioni in Urss della morte di Antonio Gramsci, avvenuta proprio nel 1937, il destino degli ebrei sovietici nel corso della seconda guerra mondiale, la situazione nei paesi baltici, la vita di un intellettuale come Grigorij Gnesin e il dibattito nel Pci sullo stalinismo negli anni Settanta.

 

 

SOMMARIO

Prefazione di Marco Clementi

Elena Dundovich Le vittime italiane del Grande terrore

Irina Flige Gli oggetti della memoria sul Grande terrore

Michail Talalay Il caso Gnesin, spia italiana

Paola Cioni Le sette morti di Gor’kij

Antonella Salomoni Lo stalinismo e il diritto di cittadinanza:
il caso ebraico

Brunello Mantelli La storia poteva ripetersi? Il patto Molotov-Ribbentrop del 1939 e il quadro baltico del 1919

Tat’jana Kosynova All’ombra di Katyn’. Mednoe

Marco Clementi Le Ceneri di Gramsci

Valentine Lomellini Memorializzazione negli anni Settanta:
i processi quarant’anni dopo

 

Gli autori

Elena Dundovich è professoressa associata di Storia dell’Europa Orientale.
Irina Flige è direttrice del Centro di ricerca scientifica Memorial di San Pietroburgo.
Michail Talalay, dottore di ricerca, è membro dell’Istituto di Storia moderna e contemporanea dell’Accademica delle Scienze di Mosca.
Paola Cioni, dottore di ricerca, collabora con l’Istituto di Storia moderna e contemporanea dell’Accademia delle Scienze di Mosca. È direttrice dell’Istituto italiano di cultura di Francoforte sul Meno.
Antonella Salomoni è professoressa ordinaria di Storia Contemporanea all’Università della Calabria.
Brunello Mantelli è professore associato di Storia Contemporanea all’Università di Torino.
Tat’jana Kosynova è ricercatrice del Centro di ricerca scientifica Memorial di San Pietroburgo.
Marco Clementi è ricercatore di Storia dell’Europa Orientale all’Università della Calabria. Da anni collabora con il Centro di ricerca scientifica Memorial di San Pietroburgo
Valentine Lomellini è dottoranda all’IMT, Institute for Advanced Studies di Lucca.

Marco Clementi insegna Storia dell’Europa orientale nella Facoltà di Scienze politiche dell’Università della Calabria. Da anni collabora con il Centro di ricerca scientifica Memorial di San Pietroburgo.
Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Il diritto al dissenso. Le idee costituzionali di Andrej Sacharov (Odradek 2002); Cecoslovacchia (Unicopli 2007); Storia del dissenso sovietico (Odradek 2007); Storia delle Brigate Rosse (Odradek 2007). Ha curato una raccolta di scritti dello storico russo-ucraino Nikolaj Kostomarov dal titolo Storie di Ucraina (Odradek 2008).
 
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