La satira non era un Burp.

Che un genere letterario - Aristofane, Orazio, Ariosto, Voltaire, Parini - sia collassato in un vignetta - Podrecca, Galantara, fino a Forattini, con rispetto parlando - è un mistero che attende di essere svelato. Le parole declassate a didascalia di un’immagine, o un pugno di lettere disposto in un fumetto, è ciò che resta del ‘castigare costumi’. Con l’unico risultato di suscitare reazioni scomposte e scurrili, ma transitorie.
La satira che piace, quella che gira, quella di cui si parla, ormai - e su cui ci si accapiglia - di solito è una vignetta, appunto, scagliata contro gli ultimi arrivati cogliendone unilateralmente qualche tratto, o comunque contro emergenze indesiderate, senza mai collocarle storicamente, così che il genere prossimo risultano essere le barzellette su matti, donne, ebrei, omosessuali, ecc. Riflessi condizionati rilasciati in una vignetta, senza argomentazione. Di satira contro il Potere, ultimamente, se ne è vista poca, se non quella dei ‘buffoni di corte’. A meno che non sia satirica la notizia di Staino direttore de l’Unità.
L’unica volta che Odradek si è cimentata con la satira è stato con Oca pro nobis. Controsillabo giocoso e irriverente di Carlo Cornaglia, Filippo D'Ambrogi, Walter Peruzzi e Maria Turchetto su duemila anni di Cristianesimo, sui suoi tratti salienti, su quelli dormienti, su quelli occultati, su quelli rimossi. Quattro autori si sono applicati a cogliere gli aspetti sicuramente più ridicoli e assurdi al fine di mostrarne, irridendo, l’inconsistenza.  Del Cristianesimo, o di chi mostra di crederci. Come le caselle sul tabellone del gioco dell’oca, si sono alternate - per 144 pagine - 63 fra poesie satiriche, schede critiche sulla dottrina cattolica, canzoni dissacranti e tavole di un’oca giuliva che sogna una chiesa che non c’è. E oche, tantissime oche, irriverenti, ironiche, tenere, graffianti a corredo di ogni testo. Senza mai pretendere che una scheda o una vignetta esaurisse un processo millenario.
Il libro è uscito subito dopo il cambio della guardia tra Ratzinger e Bergoglio. Una catastrofe. Fosse rimasto il pastore tedesco, magari qualche sussulto di anticlericalismo avrebbe concesso al libro una chance, ma al ‘nuovo che avanza’, l’indole compromissoria e attendista degl’italici lettori ha voluto riservare una benevola curiosità. Hai visto mai che cambia la Chiesa!

c.d.b.


No feedback yet

Lascia un commento


Your email address will not be revealed on this site.

Il tuo URL sarà visualizzato.
PoorExcellent
(Le interruzioni di linea diventano <br />)
(Name, email & website)
(Allow users to contact you through a message form (your email will not be revealed.)
Free Blog Themes and Free Blog Templates