A.C.A.B. Quant'è figo essere bastardi



Questa rappresentazione dello spirito di corpo indubbiamente corrisponde di molto alla pratica consolidata nella gestione dell’ordine pubblico di questo paese. Lo spirito di fratellanza omertosa e di impunità garantita sono state sempre denunciate ogni qual volta che i questurini si son guadagnati gli onori delle cronache con abusi di rilievo penale. Ma nel film questo dato di realtà viene bilanciato costantemente da un giustificazionismo degno della peggiore impostazione reazionaria.
Al pari dei protagonisti di Romanzo Criminale i celerini di A.C.A.B. vengono rappresentati come un manipolo eroico, in stile “Mucchio Selvaggio”, che deve tirare avanti in un mondo ostile. Questo mondo ostile è di gran lunga peggiore di loro, caratterizzato da una composizione di stereotipi sociali agghiaccianti, propri forse solo all’immaginario degli ascoltatori di Radio Padania: lo spacciatore è negro, gli ubriaconi sono rumeni, i “compagni” sono dei codardi, gli occupanti di case sono parassiti degenerati, i minatori sardi delle bestie che si esprimono solo a sputi, la moglie cubana di uno di loro una mignotta profittatrice. Come ha osservato un ragazzo che contestava la presentazione del film, mancavano solo i froci che trasmettono le malattie.
Questi poliziotti sono bastardi sì, ma hanno tutte le “loro” ragioni!

Si assiste quindi al rovesciamento semantico. Il termine “bastardo” non ha sempre un significato univoco nel senso comune, restando nell’ambito cinematografico basti ricordare Bastardi senza gloria di Tarantino. Il bastardo è colui che si pone al di sopra dei codici, morali sociali e giudiziari, che sfida la mediocrità della massa succube e pavida, una sorta di superuomo più prosaico, intellegibile a menti poco complesse. Concetti molto cari al fascismo della prima ora (e anche dell’ultima), ma del resto dei bastardi si innamorano le donne, ci si identificano i ragazzini e sotto sotto anche la gente comune sogna d’esser come loro. Ed è questo il pubblico che riempie le sale.


La citazione dei fatti della Diaz (Genova 2001) tocca l’apice di quello squallore che pervade tutto il film: “Abbiamo fatto una gran cazzata” riflette a voce alta Mazinga in una stanza costellata di ritratti di Mussolini, “ma alla fine sti cazzi” sembra replicare con uno sguardo scocciato Cobra (Favino), molto più preoccupato per l’esito di un processo per pestaggio a suo carico, in cui verrà in seguito assolto.
Arrivati a questo punto, è opportuno rivelare un ulteriore e molto significativo ragguaglio, non preso adeguatamente in considerazione dai critici di mestiere. La realizzazione di A.C.A.B. non sarebbe stata possibile senza la collaborazione fattiva dei celerini veri, incontrati prima dell’inizio delle riprese come ammesso da Favino in un’intervista promozionale. Senza il loro concorso, del resto, la produzione non avrebbe avuto il comodato d’uso di divise, automezzi, manganelli e scudi.
Forse gli addetti alla promozione del corpo di polizia stanno cambiando strategia di marketing? È più funzionale sostituire agli scrupolosi e rigorosi poliziotti delle serie televisive passate (tipo La Squadra, Ris e Distretto di polizia) celerini bastardi nella cornice epica di metropoli fuori dal controllo? Beh del resto, se i fiction-makers ci son riusciti con i maglianesi, ci riusciranno anche con il reparto celere. Così i ragazzini in pieno fermento ormonale cominceranno ad identificarsi anche con Cobra e Mazinga mica solo con Libano e con il Freddo.
Adesso possiamo aprire ufficialmente le scommesse su quale sarà la prossima regia firmata da Sollima. Un film sui G.O.M. o una serie televisiva sulla Xª Mas?

Codadilupo79

Del rapporto tra fiction e storia – e viceversa, perché da un po' di tempo giovani storici sono tentati di importare nella storiografia moduli narrativi più diretti e “commerciali” – Odradek si è occupata nelle sue Newsletter e, molto esplicitamente, in Qui si vende storia.

 

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1 commento

Commento from: methodologos [Visitatore]
*****
Questo è un ottimo articolo. Rivela come ormai, anche in Italia, corpi istituzionali pianifichino storytelling come fa il Pentagono da tempo con film, videogiochi ecc. ( vedi Christian Salmon, Stortelling.)
31/03/12 @ 09:41

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