Schiaffi alle mani, ma non più di tanto

Poche le immagini, in questo blog disadorno. Nell'idea che le parole dovrebbero bastare a comunicare. Mica vero. Il linguaggio, il parlare e lo scrivere, altro non sono diventati che didascalie. Si tratti di quelle che compaiono sotto un'immagine, o in un fumetto che si libra indicando chi parla. Le parole sono contrappunto alle smorfie, sono comandate dai gesti, dall'indice-e-medio che alzati in coppia, specularmente, grattano l'aria per contenere qualche affermazione. Le virgolette, no?

Ci sono frasi che senza l'aiuto del gesto non significherebbero nulla.
- Non m'importa. E se m'importa: «Non più di tanto».
- Ma "tanto" quanto? Così? Così? O addirittura così? Quanti centimetri tra pollice e indice, arcuati? E se le mani si allargano a rappresentare la lunghezza di uno storione? T'importa tanto? Poco, o nulla?
- Beh, te l'ho detto. «Non più di tanto».

Il gesto, l'insieme dei gesti, d'altra parte, non è più quello codificato dal principe de Curtis. Per carità di dio, guai a fare le corna - indice e mignolo, sono stati sostituiti dal dito medio, yankee e sodomizzatore -  a meno che non spunti il pollice complanare. Ma per socializzare, mi dicono.

Il massimo della socializzazione consentito, e a cui è sconsigliato sottrarsi, è il correre brevemente verso il prescelto, che a sua volta si coordina, per prendersi vicendevolmente a schiaffi le palme delle mani rivolte verso l'alto. Una sola volta. Per evidente mutua soddisfazione.

gaspare mastorna

No feedback yet

Lascia un commento


Your email address will not be revealed on this site.

Il tuo URL sarà visualizzato.
PoorExcellent
(Le interruzioni di linea diventano <br />)
(Name, email & website)
(Allow users to contact you through a message form (your email will not be revealed.)
Free Blog Themes and Free Blog Templates