Il tappo tiene /8

L'intervento che postiamo rafforza e chiude il ragionamento che siamo venuti facendo da tappo1 a tappo7. Il tappo tiene perché tutto e tutti concorrono alla sua tenuta. È la rete, una tela senza ragno e senza strappi, un sistema di connessioni, mediazioni, collusioni e soprattutto ricatti che include tutti, fino a Vendola e Di Pietro. Ipazia vuole ancora credere nel popolo dei referendum. Saggi come siamo, per lunga esperienza, prevediamo che quell'energia temporaneamente concentrata si dissiperà nei mille e mille fili a cui ciascuno affida la propria identità.

Il governo Bisignani. Altre intercettazioni e memorie difensive. Tutto rivela un mondo di mezze figure che hanno in mano le leve di un paese e se ne servono per capitalizzare le proprie fortune personali, prima che tutto finisca. Com'è giusto (che finisca). Diciamo la verità: noi di sinistra abbiamo da sempre l'impressione di essere governati da un Moloch superintelligente, che tutto vede, controlla, prevede, produce. Sì, va bene, solo i meno svegli tra noi ne sono assolutamente convinti, al punto di immaginare un complotto dietro ogni evento storico. Però ammettiamolo: un briciolo di superiorità questo “governo ombra” nei nostri sogni lo doveva pur avere.

Poi ti metti a leggere le intercettazioni, i discorsi che si fanno tra “potenti” e scopri l'esatto opposto. Nessuno decide un cazzo, tutti rimangono appesi a qualche “consigliori” esterno che garantisce un tramite non si sa bene con chi, tutti a cercar di monetizzare al massimo una breve stagione da protagonisti in un ruolo di cui sanno di non essere all'altezza. Immagini dunque che i politici caricaturali imbarcati grazie alla “porcata” di legge elettorale possano essere delle pippe mostruose, un misto di portaborse arrivati per sbaglio a una carica ministeriale, ex soubrette ricompensate con soldi pubblici per risparmiare qualcosa, picchiatori fascisti di cui è meglio disporre in aula se qualcuno si oppone davvero. Però, “sopra di loro”, qualcuno dovrebbe comandare.

E invece no. Berlusconi non decide un tubo, al massimo fa cadere il suo parere sul piatto della bilancia nel bel mezzo di un conflitto tra interessi opposti di due ministri minori. E tutti ne parlano come di un vecchio rimbambito che si fa coglionare dalla prima gallinella che gli fa le moine. Gianni Letta media tutto, ma – appunto – media, non determina.

Facile, allora! Comandano le grandi imprese... Ma scopri che Montezemolo, presidente Ferrari ed ex Fiat, chiede una raccomandazione per far lavorare in Rai la sua ex fidanzata, Edwige Fenech, talentuosa produttrice cinematografica ed ex attrice di grande presenza ma ben scarso talento; in cambio assume in Ferrari il figlio di Bisignani, così quello non si scorda della richiesta. E vedi Scaroni – che comanda per conto del governo l'Eni, ossia una multinazionale petrolifera, mica una fabbrica di biscotti – prende consigli come uno scolaretto da un Bisignani qualsiasi. Che è uno che si infila in mezzo a tutti gli affari, consiglia tutti, combina dossier per far fuori i “nemici”, suggerisce comportamenti e menzogne, ma pure lui è uno che impasta me...lma per conto di altri. Ecco, diciamo che ci deludono proprio. Almeno facessero la Spectre, ci rassegneremmo a esser comandati da cattivoni in tenuta da Darth Vader. Invece, niente. Nemmeno un governo Berlusconi da cacciar via con una ritrovata “unità antifascista”. Ma un “governo Bisignani” che quasi ti vien da ridere mentre ti accingi a “combatterlo”. E ti viene la consapevolezza che in fondo, sì, si può pure vincere davvero. Come al referendum, per una posta però più alta. Ipazia

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