La piazza, l'oasi e la savana.

Riprendiamo un ragionamento fatto su queste pagine  (riguardo al Vendola del "facciamo come la Lega") relativamente cioè ai vizi deteriori della politica in questo paese, soprattutto della sinistra. Parliamo più precisamente dell'irresistibile richiamo del "facciamo come".  Lo si diceva quando si era rivoluzionari ("facciamo come la Russia" socialista). Lo si è ripetuto dopo la caduta del muro ("facciamo come in America"). E poi davanti all'evidente arrancare della nostra economia si è perfino arrivati dirlo in celtico ("facciamo come  l'Irlanda" liberista).
Adesso infuria il "facciamo come"  in Tunisia o in Egitto. Che dei tiranni cadano è cosa indubbiamente buona. Ma cosa accade dopo in quei posti dove accade? Parliamo di società fondate sul clan come struttura sociale e l'oasi come ente geografico di riferimento (le città sono risvolto recente); difficile parlare di "borghesia" in senso stretto, le strutture di potere hanno fin qui risposto ad altri input, si sono costruite e sedimentate con un'altra logica, altri interessi. Ma chi se ne frega. Vediamo quel che accade.
Prendiamo quindi atto che qualcuno, fin qui, era stato colto poco di sorpresa dall'accendersi dei primi fuochi. Anzi, li aveva in qualche misura sollecitati con un ormai famoso "discorso all'Islam" pronunciato proprio al Cairo. Intento democratico, quello di Obama, ergo "buono" senza nemmeno doverci star su a riflettere.
Prendiamo altrettanto atto che la cacciata del tiranno vien seguita dalla consegna di ogni potere nelle mani dei militari. Che per prima cosa stigmatizzano gli scioperi, respingono le richieste di aumenti salariali, smantellano i presidi di piazza che prima avevano benevolmente protetto dai pretoriani dei dittatori. Ma chi se ne frega, tra sei mesi concederanno libertà e libere elezioni, perché star lì a sottilizzare?
Prendiamo infine atto che la "spinta democratica" esplosa nel maghreb si è andata propagando nella più voluta delle direzioni: verso Tehran, manco a dirlo.
È una tecnica normale nella savana. Se si sta avvicinando un'incendio, conviene appiccarne un altro rimanendo sopravvento. Quando quello iniziale sarà sopraggiunto, non troverà più nulla da bruciare. Wikileaks aveva del resto già diffuso documenti che provavano la trama dei rapporti con vari gruppi di opposizione da parte dell'Amministrazione Usa. Ma qui leggevamo quei documenti con aria invasata soltanto se c'era qualche accenno a Berlusconi, perché qui vorremmo "fare come in America" ma ci è toccato Jokerman al posto di Batman.
L'infatuazione per il "popolo" e per la "piazza" da parte del "popolo della sinistra" ha benedetto tutte le "rivoluzioni" che più colorate non si può. Non poteva perdere l'appuntamento con l'ultima. Senza dubbi, senza circospezione. Odradek

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