Il tappo tiene

Il tappo tiene, e la sua tenuta è assicurata dalla morchia formata dai detriti e dai liquami dell'opposizione, nonché propiziata dalle tante crepe del sistema pneumatico dalle quali sfiatano i miasmi, così da scongiurare la possibilità di qualsiasi deflagrazione. Le mancate riforme hanno assicurato il mantenimento dello statu quo e la ventennale fortuna del tappo. E il tappo tiene.
Buttarla sulla statura etica dell'anziano gaglioffo, o peggio dei suoi elettori, non viene a capo della non corrispondenza tra il sistema delle norme, fermo da oltre quarant'anni, e il paese nel frattempo destabilizzato da crisi e modificazioni del mercato mondiale.
Un'opposizione che insiste solo sugli scandali sessuali e i reati ad essi connessi mostra, comunque, la sua impotenza. E poi, sia detto con estrema chiarezza: l'elettorato sa che se cade Berlusconi la prima mossa di qualsiasi altro governo sarà la "patrimoniale" nella versione Giuliano Amato. Quella semplice e brutale, che non colpisce le rendite, ma preleva direttamente dai conti correnti. Basterà agitare questo spauracchio, e il tappo terrà, chissà ancora per quanto. Cave Cavcdb

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