Adro, a noi!

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A sottolineare le analogie del leghismo col totalitarismo fascista non poteva mancare la benedizione impartita l’11 settembre dal curato della locale parrocchia alla scuola statale di Adro, costruita con soldi pubblici (cioè dando in cambio due edifici statali e accendendo un mutuo come Comune) e annessa dal sindaco Lancini alla Lega Nord.

Dal fascio al sole delle alpi Al pari del movimento creato da Mussolini, quello di Bossi ha fatto proprio un antico simbolo (là il fascio di Roma; qui la rosa eurasica, o celtica), che ha così perso il significato originario per diventare simbolo di un partito politico. E, al pari del fascismo anche la Lega – come non aveva osato fare nessun altro partito, dalla DC al PCI – ha “marchiato” col suo simbolo un edificio statale, proprietà di tutti i cittadini, e perfino banchi, zerbino, vetrate, tetto, arredamento della mensa verde mela, cartelli che vietano di calpestare l’erba, cestini delle immondizie. Né basta, per nascondere questa triviale appropriazione indebita, dire che contributi per l’edificazione e suppellettili sono state “donate” da misteriosi sponsor privati: nessuna donazione dà infatti diritto allo sponsor di “marchiare” con i suoi simboli scuole, ospedali, edifici statali. Allo stesso modo non basta il modesto quoziente intellettuale della ministra Gelmini a far ritenere in buona fede le sue dichiarazioni sulla scuola di Adro. Il sole delle alpi, ha detto, prendendo per buona la giustificazione del sindaco, è un antico simbolo celtico e solo per caso anche quello del partito di Bossi. Inoltre nessuno ha protestato quanto i simboli della sinistra sono entrati nelle scuole, ha aggiunto, fingendo di ignorare la differenza fra volantini o giornali di varie tendenze entrati (e usciti) dalle scuole sulle gambe di insegnanti o studenti, e i fasci (o le rose celtiche) fissati ai banchi, sul tetto e sulle vetrate.

Dai gagliardetti ai poli scolastici Si tratta, senza scampo e senza che nessuna autorità di questa scalcinata repubblica abbia trovato finora da ridire, di un’annessione violenta del “pubblico”, indicativa di un pensiero totalitario e intollerante, oltre che culturalmente rozzo, come fu quello del fascismo ieri, del leghismo oggi. Giusto quindi che, al pari del fascismo, anche il leghismo sia accompagnato nella sua arrogante ascesa dalla Chiesa cattolica, sempre pronta a benedire dittature e gagliardetti se le viene consentito in cambio di mettere anche il suo marchio sulla cosa pubblica. La Chiesa poté farlo nel ventennio. E può farlo oggi quando, in cambio di un benevolo sostegno, il razzismo leghista le garantisce i crocifissi nelle aule (imbullonati ai muri della scuola come le rose celtiche) e la possibilità di benedire i plessi scolastici (vedi video). Nell’impartire tale benedizione il curato locale, accolto insieme al parroco fra le “autorità”, ha detto con voce sonante che compito della scuola (pubblica, di stato, laica, frequentabile quindi anche da agnostici e atei) è di far convivere “in armoniosa sintesi il sapere umano e la sapienza evangelica”. La scuola statale di Adro è stata così doppiamente espropriata: dal sindaco che l’ha ridotta a edificio leghista e dal parroco che l’ha trasformata in sacrestia. Tuttavia ancora non disperiamo che qualcuno, in parlamento e nelle piazze, si muova per mettere fine a questo sconcio e che il polo scolastico intitolato a Gianfranco Miglio (in violazione della legge che assegna questo compito al collegio docenti) venga ripulito dai simboli del regime e restituito alla sua civile funzione di scuola laica. Si tratta, senza scampo e senza che nessuna autorità di questa scalcinata repubblica abbia trovato finora da ridire, di un’annessione violenta del “pubblico”, indicativa di un pensiero totalitario e intollerante, oltre che culturalmente rozzo, come fu quello del fascismo ieri, del leghismo oggi. Giusto quindi che, al pari del fascismo, anche il leghismo sia accompagnato nella sua arrogante ascesa dalla Chiesa cattolica, sempre pronta a benedire dittature e gagliardetti se le viene consentito in cambio di mettere anche il suo marchio sulla cosa pubblica. La Chiesa poté farlo nel ventennio. E può farlo oggi quando, in cambio di un benevolo sostegno, il razzismo leghista le garantisce i crocifissi nelle aule (imbullonati ai muri della scuola come le rose celtiche) e la possibilità di benedire i plessi scolastici (vedi video). Nell’impartire tale benedizione il curato locale, accolto insieme al parroco fra le “autorità”, ha detto con voce sonante che compito della scuola (pubblica, di stato, laica, frequentabile quindi anche da agnostici e atei) è di far convivere “in armoniosa sintesi il sapere umano e la sapienza evangelica”. La scuola statale di Adro è stata così doppiamente espropriata: dal sindaco che l’ha ridotta a edificio leghista e dal parroco che l’ha trasformata in sacrestia. Tuttavia ancora non disperiamo che qualcuno, in parlamento e nelle piazze, si muova per mettere fine a questo sconcio e che il polo scolastico intitolato a Gianfranco Miglio (in violazione della legge che assegna questo compito al collegio docenti) venga ripulito dai simboli del regime e restituito alla sua civile funzione di scuola laica.

Walter Peruzzi

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