Vendola? Un performer!
Vendola? Un performer! Ecco cos'è. E tale Christian Raimo in un articolo sul manifesto del 25 agosto - Questione di performance - ne traccia la filosofia, così riassunta nell'occhiello: "Cari compagni, performatevi. Inutile ribattere a Berlusconi, attore della politica, maestro del verosimile, con i fatti e la controinformazione. Il suo linguaggio si combatte a colpi di performance".
Nel demi monde di mediatori culturali, consulenti editoriali, tecnici dell'intrattenimento, cresciuti a pane e satira, e nel primato della doxa, un simile testo, che potrebbe sembrare un esercizio di satira, appunto, risulta invece un testo collettivo, condiviso, liberatorio.
Ma se non è un testo da cabaret, allora bisogna dire che è scritto male, povero, approssimativo fin dalle citazioni, di seconda mano.
E viene voglia di stare al gioco: tutti a performare! Tutti a riconoscere che sì, il medium è il messaggio. Insomma, tutti a guardare il dito, echisenefrega della luna.
Ma sì, performiamo, ma attenti a non affollarci intorno ai monumenti come tanti mimi dalla faccia impiastricciata; c'è il rischio di apparire come una corte dei miracoli. Ed essere trattati come tali, caricati sui furgoni e poi smistati, un po' alla neuro e un po' in questura.
O.